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E’ quasi giunta la desiata estate
e nello spazio aleggiano gl’odori,
e ansimano gl’innamorati cuori.
Già pulsano le membra risvegliate.
Fiori e viole, e giornat’assolate,
tutt’armonia di serenità e ardori,
e incline tutto a coltivar gl’amori:
son serenate, e lunghe passeggiate.
Tra i tanti soltanto un giovane resta
impassibile, lo dice l’aspetto,
strana condotta: la sua faccia mesta.
Triste e dolente svela altrui cospetto
quanta amarezza elabora sua testa,
pure in quel giorno di tripudio e festa.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
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Alberto De Matteis15 maggio 2013
Un sonetto ben stilato che fotografa, purtroppo, la triste realtà di oggi. Fra tanta baldoria ed allegria c'è sempre qualcuno che non sa come sbarcare il lunario. Poesia piaciuta per forma e contenuto.
