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Amore 14 maggio 2013 · lettura 1 min · 4861 letture

No non voglio

Rita Cottone 949 poesie pubblicate
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Io no, non voglio amarti, non voglio amarti, non voglio amarti... E passo i giorni ascoltando pensieri che ieri mi hanno regalato sorrisi, gioie. No, non voglio amarti più, la mia anima si logora, i miei occhi fiumi in piena, e il mio respiro, continua a restare sospeso ad ogni ricordo. No, non voglio amarti piú, ma in questo istante di silenzio, in questo vuoto immenso nelle parole che ti ho lasciato in fogli infiniti, io resto, con il mio amore per te.
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L'autore
Rita Cottone

Chi sono?...sono Rita segno zodiacale Capricorno nata il 23 dicembre 1964 (annata magnifica!!!) Insegno in un Liceo Scientifico, Scienze Motorie, non mi definisco una poetessa, ma una donna che ama scrivere dell’amore, della vita, delle emozioni che vive per trasmetterle agli altri . Una donna che ama il suo lavor

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Commenti (3)

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Doraforino14 maggio 2013

Versi contadittori tra la ragione e il cuore ma resiste il cuore ...sempre. Intensa!

Francesco Rossi14 maggio 2013

Stranamente la poetessa fugge dal suo solito verseggiare diretto e ricco di spunti, quì si alterna il ripetersi del non voglio più amarti ma poi nel pensiero questo amore resiste alla sofferenza. Credo che la poesia dell'autrice abbia come destinatario un mittente in questo caso...

Rita Minniti15 maggio 2013

Già il titolo di questa poesia "No non voglio" riesce a far comprendere quanto un cuore sia in netta contrapposizione con la ragione. Una ragione che vorrebbe chetare il pensiero caparbio di un cuore innamorato, che prevale su di essa, soprattutto quando si parla d'amore. Da un lato infatti, leggiamo di un pensiero che vorrebbe restare ancorato alla mente e all'anima, dall'altro la voce della ragione, quasi insistente e determinata, ad allontanarsi da un sentimento che fa soffrire. Ma... questo sentimento, più forte di ogni altra cosa, riesce a prevalere su tutto, sulla stessa mente, sulla stessa sofferenza, sullo stesso vuoto che, come ci confessa l'autrice, è immenso se pur attorniato dalla sofferenza di un'assenza.