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Quell’ansia d’amore - che mi segnò sì forte
cosa lascia nel cuore - che non somigli a morte?
O donna mia, quei segni – or soltanto sognati
non sono forse degni. – da ciascuna ascoltati.
di divampare a modo – che da tutti s’intenda
d’alma mia ‘l grave nodo – dond'io spero mia tenda
nel deserto s’affigga – senza alcun d’altri duolo
sì che solo me affligga – in un lontano suolo.
Questo sentir dà prove - ad ogni spirto eletto
che solo amor mi move– e s’agita nel petto
sì che solo ‘l desiro – informa mie parole
di colei ond’io spiro – sì che m’è novo sole
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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