Poche frasi, colate in una notte d'estate
Gianpiero De Tomi
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Raccolgo dalle fessure gli sguardi
come cenere nella fornace
disperata ricerca del desiderio
il peso di innumerevoli ombre.
Bancarelle zafferano e cremisi
vendono già colori inutili
e cigolando la loro nenia abissale
cancelli dalle gotiche veemenze
si aprono lentamente al passaggio
ancorati a paletti, di metallo prezioso.
Ti cerco fra le stoffe arruffate e smunte
sulle tracce del tuo passaggio
e semino follemente un lamento
piatto ed ovale come semente
dall'origine incerta e policroma
nel terreno fertile che combatte
l'anacronismo dell'amore
e mortifica con l'inevitabilità
del mutamento alle rigide stagioni
il frutto postumo dell'amore.
Una vecchia vetrina demodè
con cassetti bloccati dal legno umido
spostata nell'angolo
più lontano dal clamore
contiene tutto ciò che resta incompiuto
le poche linee convergenti
nell'aria calda ed umida
colate in una notte d'estate
quando la luce abbagliante
della certezza incosciente
detestava il dubbio
irradiando ogni angolo oscuro.
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (2)
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C
Caterina Viola Scimeca14 maggio 2013
"Ti cerco fra le stoffe arruffate e smunte sulle tracce del tuo passaggio" Dolcemente malinconica e passionale!
V
Valentina Ebranati14 maggio 2013
Bellissima. 'L'inevitabilità del mutamento' in contrasto con la 'certezza incosciente' oltre alla bellezza delle parole esprime un sentimento vero e vissuto che mi ha commosso.
