"Verso sera"
Stefano Drakul Canepa
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il nero segno
di notti senza cuore
si ferma all'alba (D)
Verso sera raccoglievo il mio dolore,
il profumo dei giorni senza vento
ed il segreto del bosco fra le ombre.
Quando il silenzio mi lasciava solo
Lungo il sentiero a volte mi chinavo
e sceglievo le grandi foglie d'elleboro,
la melodia dei tramonti senza cuore
e il gelo delle sere sussurrate al mare
Poi di notte erano le promesse nere,
tutti i respiri che avevo immaginato
e le tanti morti ancora da scolpire
nella roccia di una terra abbandonata
Verso l'alba conservavo il mio deserto,
il lamento dei rami appena accesi
sul fuoco dei mattini ancora acerbi
e la danza del sole fra le ciglia verdi
Quando il silenzio mi accarezzava piano.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Rita Stanzione14 maggio 2013
Ricca di immagini tra le tenebre che s'abbassano Belle metafore. Grande abilità, quella dell'autore, nel dipingere atmosfere
Elena Poldan15 maggio 2013
Affascinanti le immagini che si delineano alla lettura, autunnali e malinconiche, ma intime, quando la sera diventa lo specchio dell'anima che raccoglie le foglie d'elleboro insieme al dolore e al silenzio che lo circonda e, alle prime luci dell'alba, rimane solo un deserto...


