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Sociale 16 maggio 2013 · lettura 2 min · 2841 letture

Violenza

Pasquale Lettieri 1111 poesie pubblicate
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Quando mi guardo allo specchio come se fossi una donna ho paura del maschio tribale di turno che porta la clava. Temo per quello che sono nel momento, mi spaventa all’analfabetismo dell’amore. Ho angoscia quando penso alle violenze subite dalle tante donne per gelosia o possesso. Visi segnati da lame di coltelli, fregiata la bellezza. Acidi brucianti sul loro corpo. Milze frantumate. Sentimenti anneriti. Anime spezzate dalla paura e dall’odio. Visi scavati, emaciati dal male. Angoscia, resa, cane a guinzaglio, bambole di carne per desideri insani. Proprietà... Ho vergogna e rabbia. Ho riluttanza massima e provo schifo per il maschio primitivo di turno che porta la clava e violenta la donna. Ripeto: “ L’amore non è offesa” L’amore è gioia nel stare insieme, è sacra unione. E’ lacrima felice. E’ sfida con la morte. Amare è il non morire. E’ evoluzione della specie che passa attraverso il Principe di tutti i sentimenti, quale è l’amore. Condanno senza appello il tribale di turno che con la clava seppellisce dentro se stesso la vita oltre l’amore inneggiando la morte. Non ho pietà per tale uomo.
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L'autore
Pasquale Lettieri

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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Commenti (1)

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nemesiel16 maggio 2013

L'uomo di cui l'autore parla non fa che seppellire se stesso... dopo aver "ucciso" insieme alla donna, la scintilla divina della sua umanità. Possesso, stupidità, falsi miti, paure, stereotipi, cliché sociali, pregiudizi...è questa l'ignoranza che non conosce ceti... nè razze... ne cultura. La recrudescenza di ciò che ci si illudeva si potesse debellare non ci coglie di sorpresa... era solo sopita, basta un niente che rompa i precari equilibri per tirar fuori i mostri.