Mondo
Alboraletti Enrica
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D un azzurro perso
da lattea foschia celato
rumorosamente dirompe interminabile il pianto
Orizzonti non riconosco
al sembrar d un mondo non più tondo
Di malata primavera son smarriti i tepori
i colori
Indefiniti profili smossi dal vento
non distinguono il vedere
La natura
unica vera indiscussa regina
nell andar del tempo si spegne
Boriosi esseri
che dell onnipotenza han fatto il vanto
miseramente urlano, lamentano inezie perse
Non odono
non vedono
il lento morir del mondo
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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s
sergio garbellini17 maggio 2013
Sacrosanta verità che condivido in pieno, il mondo sta morendo e noi non facciamo altro che aiutarlo a morire, questa lirica dimostra quanta verità c'è ancora nascosta nelle viscere del nostro vivere. Condivisa e apprezzata per la sua saggezza nell'esporre certe particolarità.
