La città della brava gente
Vincenzo Strati
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Il vento soffia
e ti conduce dove non puoi.
Terra mia nativa,
respiri aria pesante
di umori e di fumi
se la ciminiera scalza il carciofo.
Quanti che ti dichiarano
il loro amore,
ricamano il tuo nome
sulle loro tasche.
Quale futuro per i tuoi figli,
li lascerai partire ancora?
Di una madre bisognano,
non di un suo ricordo
o di una sua nostalgia
nelle voci degli anziani.
Dove hai nascosto
le tue grandi navi,
il pesce fresco sbarcato,
le urla di Piazza Mercato?
Riprenditi l'anima,
mia amata città,
riafferra la dignità.
Non bruciare i fogli
della tua storia,
rifiorisci nella cultura.
Possano i giovani
prendersi cura di te
e ricorda
che tu appartieni
alla brava gente,
a volte ingenua,
spesso bisognosa,
ma più importante
di quei cognomi
stampati sul giornale.
©
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Vincenzo Strati
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