Sepia
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Lo si sapeva
che il filo è cosa debole
che non basta a legare
la nube al ciliegio
o il ciliegio al rosso
E la mano... oh la mano trappola!
non sa guidare il piede
non comanda l’essere o il diventare
galleggiare è così facile
da restare avvinti al gorgogliare
Passando oltre, il turbine
s’è inciso ai fianchi
quando volevo seppiarmi
in un’anonima bellezza
innesti e trasfusioni,
(tutto) secondo norma:
fibrillo, instabile
di vita
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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