Domande
Immerso nel lago della notte
perdo pian piano coscienza di me
ma non tace il sussurro infinito
del cuore che parla di te,
mio sogno disperato,
come ora mai fosti sì lontana.
I raggi del sole che spunta
sull'acqua immota, di vetro,
gocciano stille di luce
che lentamente ricolma
la notte e nel giorno nuovo trasforma.
Così lacrime stillano
di pianto desolato sul mio viso
che tuttavia non muta
l'aspetto grave, anzi cupo:
verrà primavera ancora? Domani,
forse, domani: e porgerà ristoro?
Domande eterne, eterna attesa,
confronto impari con nostra breve vita
già nel grigio crepuscolo ravvolta.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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