Vita perduta
Giulia Gabbia
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Stringo le mani d’ una vita finita
che nessuno piange
...senza trovare sollievo
nella notte che trema
sui fiori gettati
di un giorno che non cerca sera.
Il silenzio d’ombre
spoglia i pensieri
d’ una mente nuda
nei frammenti di sfuggite ferite
che fragili cadono
nel vuoto senza una meta,
senza una ragione,
abbattendo l’ultimo raggio di sole...
Ora appartengo all'amore della poesia
che mi conforta nei giorni
di ombrate silenzi
mentre assente
cammino per le vie disseminate
di angoli da colmare.
©
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L'autore
Giulia Gabbia
Sono nata un giorno d’estate .In un giorno come tanti ,uguale ad altri fatto di routine quotidiane e di tran tran giornaliero . Un giorno di afa, uno di quelli in cui la città rimane vuota e silenziosa .E’ proprio in quel giorno dove il silenzio emergeva lungo la corsia dell’ospedale, cosa rarissima da sentirsi, che
Commenti (1)
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carla composto21 maggio 2013
intensa e sentita lirica... che ben tratta e descrive una profonda introspezione...

