La fu bellezza
Rinchiusa tra ingiallite pareti
pretendi l’ascolto da chi non può entrare
dopo aver messo i tuoi mille divieti
compiangi te stessa per impietosire.
Il vento sbriciola la rosa seccata
ma le da occasione di rinascere ancora
il tempo cancella la vita vissuta
ma torna il ricordo coi profumi d’allora.
Sopra gli specchi corrosi da usure
sono evidenti del mercurio le fughe
ma ne approfitti e senza mezze misure
incolpi loro se rifletton le rughe.
La luna ancora inganna la pelle
e con le ombre ricrea falsa bellezza
poi si ritira con le sue stelle
e lo schietto sole riporta schiettezza.
Adesso sei li, tra i tuoi muri increspati
che si sfibran spogliandosi come pelli invecchiate
aspetti dal vento i profumi già amati
e puoi nutrirti soltanto, con le emozioni già usate.
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Commenti (1)
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rita damonte21 maggio 2013
un'introspezione profonda, dove viene coinvolta in ogni strofa la natura. a volte succede che si ci rinchiude in noi stessi allontanando gli altri ...ma prima o poi il sole rispenderà nuovamente donando ---non--- emozioni già usate... ma piacevoli positive sensazioni che si trasformeranno in nuove emozioni.
