"La strega bianca"
Stefano Drakul Canepa
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avevi sogni
morti nel primo gelo
di questi inverni (D)
Avevi mille lune nello sguardo
ed una sola nube a far da scudo
ai tuoi pensieri persi in un lamento,
fiato di fiele sulle stelle morte
Tanti dolori a rallentare il cuore
ma solo uno a imputridire gli anni,
fiume malato che impediva il volo
dei tanti corvi andati sulle rive
Avevi cento aghi a trapassare
la pelle ed altri respiri da rubare
nei tanti giorni bruciati come falene
sulla luce di un sole da svanire
Tante parole ad infangare il cuore
ed altre sere accese a coglier sogni
sempre appassiti al fronte dei ricordi,
vento di Lete sulle foglie secche
Avevi mille laghi nel tuo ventre
ed un nero cielo a far da pegno
ad un solo triste inferno.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (4)
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Donatella Pezzino21 maggio 2013
A volte, streghe non si nasce... è la vita, con i suoi dolori, a far germogliare l'inferno nel cuore... versi di stupenda intensità.
Tonia Fracella21 maggio 2013
I dolori come nubi di un cielo nero... sospese nel tempo ad infangare il cuore. Versi scorrevoli e intensi in atmosfera malinconica. Complimenti!
Rita Stanzione21 maggio 2013
Di ottima musicalità e figure di pregio, la poesia tesse la descrizione della figura -stile fantasy- di donna malefica, come solo un valente autore saprebbe. Plauso meritatissimo
Patrizia Ensoli23 maggio 2013
" Strega bianca " L'autore rappresenta la donna come una magia buona, incapace nonostante i dolori e le ingiustizie subite di far uso dei suoi poteri per arrecare danno o vendette... Bellissimi per me i tre versi finali ...




