"Le mura di Gerico"
Stefano Drakul Canepa
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sogni perduti
e mura sgretolate
sull'ira cieca (D)
Il settimo giorno sarà il tempo degli inganni,
nel sorgere del sole al deserto delle pene
e fuori dalla porta tre battiti e tre arcani
i soli grandi torti dietro veli d'alabastro
I messaggeri andati sulla gloria dei canuti
e gioie d'amaranto alla disgrazia delle luci,
i ruvidi percorsi di sette neri sacerdoti
designati nel segreto di mille danze antiche
Tu che credevi d'aver strappato i segni,
le nuvole e l'argento di un'affilata spada
ma le rocce tremeranno nell'alba del clamore
e remote vergogne a gridare il fiato ai giorni
La settima tenebra vedrà l'arca del Signore
e le trombe d'ariete a giurare l'alleanza
fra l'empireo e le voci di lacrima e sterminio.
Tu che vendevi il cuore al costo di un perdono
La rovina della pietra sui confini delle mura
e la terra che strideva gli ultimi respiri
d'anime abbandonate e sacrificate al mare
sulla follia funesta d'ira e caldo sangue
Tu che pregavi il cielo nel silenzio delle sere.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli23 maggio 2013
Cito un passo di un libro che amo: " Uomini tremate, l'ora è ora I vostri peccati faranno inorridire le stelle. Ma giunta è l'ora dell'espiazione! " Versi che scuotono e affascinano insieme!! ...e la terra strideva gli ultimi respiri!! Affascinata

