Gianna

Raccontami di te
della tua voce
fremente di languore
del tuo silenzio che gronda di stupore
delle tue lacrime asciutte
dei tuoi occhi
che non hanno campo
sul tuo intraducibile avvenire
raccontami degli abbandoni
delle profanazioni ai tuoi dolori
delle tue carezze
rimaste lese sulle mani
graffiate
per cogliere una rosa in mezzo ai rovi
una rosa
lasciata a piangere sui pruni
come la tua vita
che vedi scorrere nell’ore
senza un sorriso
un una notte
che per te non ha mattino.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Lady Rose28 maggio 2013
E' cosi' difficile raccontarsi. Mettersi a nudo davanti agli altri. Ma ancora più raro è trovare ancora oggi, persone di cosi' rara sensibilità quale tu dimostri di essere scrivendo questa lirica- perché di lirica si tratta. Io mentre leggevo avevo i brividi e la tua nota è stata un buco nel petto.

