Non ho più sete di sofferenza

Non ho più sete
di sofferenze
ho sete di forza
per coltivare
la mia vite,
non lascerò cadere
neanche una goccia
di questo magico elisir,
lo centellinerò
avendone gran cura
e, quando
mi sentirò sola
chiamerò in silenzio
a gran voce
la tua anima ristoratrice,
nessuno vedrà mai
il viso rigato
di lacrime
perché ho serbato
in cuor mio
uno spicchio di sole
che col suo guizzo
di luce
rischiarerà il mio universo.
Non ho più sete di sofferenze.
©
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L'autore
Patrizia Pepe
Patrizia Pepe nata a Catania nel 1961, ho vissuto i primi anni della mia adolescenza a Muro Lucano (uno dei 100 paesi più belli d'Italia) in provincia di Potenza. All'età di 16 anni sono andata a vivere da sola a Roma, dove lì ho lavorato e studiato, maggiorenne sono ritornata nella mia città natale dove vivevano i mie
Commenti (1)
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sergio garbellini24 maggio 2013
Non ho più sete di sofferenze, questa frase ripetuta anche alla fine della poesia stessa, racchiude in sé tutto la trama in cui si sviluppa la lirica. Aver sofferto abbastanza è una dichiarazione di rivalsa per porre fine ad un dolore sopportato nel tempo. I versi sono scorrevoli, il contenuto è interessante e descritto in modo encomiabile.