Avevo

Vivevo in castello
un tempo
costruito con maestria d'uomo
che alto si stagliava
contro il cielo
Avevo muri
avevo stanze
dove perdere i miei passi
e racchiudere parole
Erano altezze senza meta
dove aria e desiderio
non trovavano ristoro
dove amore e felicità
non conoscevano la via
perse in labirinti di ricordi
Avevo fame
di arcobaleni incantati
avevo sonno
di ardite picchiate
e mai sensazione
di pindarici voli
Ora sono senza mura
senza voci
vivo aspettando le maree
con vento e sole che pizzicano lo sguardo
la pelle brunita
i piedi scalzi
ora sono senza meta...
perché un tempo
avevo solitudini
che mi straziavano il cuore
con certezze senza luce
Ora affido ogni mio gesto
alla gazza che lieta mi accompagna
allo zefiro argentino che mi scompiglia il capo
al raggio di luna che imbrunisce i sogni
perché ne facciano realtà ardite
perché i colori tornino a cantare
senza mura
senza spazi
senza posa
©
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L'autore
Paola Aglieri Rinella
Considero la vita uno splendido prisma attraverso cui le occasioni di crescita e riflessione acquistano sfumature infinite. Scrivere è una necessità attraverso la quale metto in ordine i miei pensieri e le mie emozioni attraverso cui a volte "faccio pulizia" ... Sono nata in una assolata mattina di marzo mentre un legg
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