Potrei raccontarti

Potrei raccontarti mille e più storie
raccolte
nelle cento vite che ho vissuto
potrei scrivere ciò che non potrei mai dire
intonare musiche
che non saprei suonare
potrei essere tutto
dentro a questo niente che mi opprime
potrei essere me stesso
se solo sapessi ora io chi sono
ero drago
e un giorno
il mio fuoco mi ha bruciato
degli abissi
ero il signore
ma l’ingordigia dell’essere
mi ha affogato
ero tempesta
e pioggia
padrone della terra
delle messi
dell’uomo che paziente coltivava
ma un giorno
un raggio di sole mi ha seccato
ero l’amante
dell’amore che non ho mai cercato
vivevo come un adone tra le rose
poi
poi uno sguardo
come una spina mi ha ferito
invano a quegli occhi
i miei ho negato
in poco tempo son finito
dolore e rimpianto
l’inutilità
di ciò che sono stato
e ora son morto
son morto dissanguato.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli27 maggio 2013
Passaggi intensi in questa lirica che pare un ripercorrere a ritroso gli eventi formativi di un carattere, gioventù ed esperienze contaminazioni di una realtà che nel tempo, sporcano l'innocenza giovanile ... L'armatura che ogni uomo è obbligato ad indossare e poi, quel piccolo raggio che s'insinua da una piccola fessura sgretolando il metallo, arrivando al cuore... Versi introspettivi belli ed emozionanti

