L'uomo e il mare
Vanni Boqueron
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Non sono poi così differenti l’uomo e il mare.
La nostra forza, le nostre sicurezze giungono dal cuore del nostro essere;
a largo, in profondità, dove le correnti dell’animo sono più impetuose,
dove non ci sono appigli; solo blu, sussurri e orizzonti irraggiungibili.
Ma l’uomo è un calmo mare d’Agosto.
In balia delle onde, i nostri istinti ci avvicinano alla riva;
diventiamo più deboli.
Possiamo distruggere solo castelli:
in aria, di cartone, di sabbia.
Ci rifugiamo in abbracci non appena raggiungiamo il primo scoglio
e le nostre lacrime di spuma evaporano nell’afa d’Agosto
come tizzoni e lapilli scintillanti.
La debolezza dell’uomo:
una debole onda che si appressa ad un falò la notte di S. Lorenzo;
si brucia, si ritira e lascia che un altro flutto, più forte, prenda il suo posto.
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Vanni Boqueron
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