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Riflessioni 27 maggio 2013 · lettura 1 min · 2451 letture

L'uomo e il mare

Vanni Boqueron 4 poesie pubblicate
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Non sono poi così differenti l’uomo e il mare. La nostra forza, le nostre sicurezze giungono dal cuore del nostro essere; a largo, in profondità, dove le correnti dell’animo sono più impetuose, dove non ci sono appigli; solo blu, sussurri e orizzonti irraggiungibili. Ma l’uomo è un calmo mare d’Agosto. In balia delle onde, i nostri istinti ci avvicinano alla riva; diventiamo più deboli. Possiamo distruggere solo castelli: in aria, di cartone, di sabbia. Ci rifugiamo in abbracci non appena raggiungiamo il primo scoglio e le nostre lacrime di spuma evaporano nell’afa d’Agosto come tizzoni e lapilli scintillanti. La debolezza dell’uomo: una debole onda che si appressa ad un falò la notte di S. Lorenzo; si brucia, si ritira e lascia che un altro flutto, più forte, prenda il suo posto.
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Vanni Boqueron
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