Teste e lische
Luciano Tarabella
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Si sognava la topa da ragazzi
a occhi aperti ma cor pipi ritto
e c'era un solo modo d'esse sazzi
sebbene che l'amore sia un diritto.
Ortre la mano, nun ce n'era spazzi
perché la donna, lei, voleva ir citto;
a occhi chiusi e a parità di cazzi
sceglieva sempre quello cor profitto.
Ora che sono pieno di vaini
cor conto in banca che mi son sudato
batto ancora musate. Come sai
la topa viene data ai ragazzini
perché l'anziano nun è più càato:
budello cane, un c'indovino mai!
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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sergio garbellini31 maggio 2013
Un sonetto perfetto, spassoso, divertente, ma che rivela un verità netta confessando certi episodi della vita giovanile che fanno parte di un passato che "noi matusa" abbiamo vissuto, una verità descritta con senso ironico, datosi che l'autore gioca spesso con questi temi semiseri. Versi come sempre deliziosi, oltreché tecnicamente ineccepibili, c'è da imparare da sì tanto Maestro, chapeau!
