Le stesse mani la stessa bocca

Son le stesse, le mani,
quelle che ieri
ti accarezzavano piano
quelle che ti amavano,
mani che ora guardi
con paura e disperazione
mentre si abbattono
sul tuo fragile corpo
riempiendolo di lividi,
e la bocca,
anche la bocca è la stessa
di ieri,
quella che ti diceva
dolci parole d’amore
e che ora sputa veleno
vestendoti d’insulti
lacerandoti l’anima e le carni,
e ti senti in colpa
e nascondi la tua vergogna
nessuno deve sapere
che sei morta
dentro
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
g
gianni manca1 giugno 2013
solo le parole di una poesia riescono a lenire il dolore della violenza, ma ricorda che è sempre chi è più debole che usa quegli argomenti, e sempre chi ha paura, bisogna troncare sul nascere questo, non ci sono scusanti o giustificazioni
Rosita Bottigliero2 giugno 2013
Una lirica che trasmette tanto... una lirica profonda, decisa... Dolcissima. ... Versi scorrevoli e profondi... dal cuore...
