"Le vittime del cielo nero"
Stefano Drakul Canepa
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vittime al cielo
che il vento non riposa
nel suo ricordo (D)
Sono le vittime del cielo nero
e se la luce trema uno spiraglio
le potrai sentire sussurrare
una memoria o forse un gioco
Un livido temuto a tarda notte
e un desiderio di quelli stanchi,
le torbe degli inganni non vivono
se non nel ricordo di un veleno
Sono le ombre dentro al cuore
le voci immaginate in una sera
che il vento dimentica di vivere.
I morti non hanno mai lacrime
Una goccia perduta fra le fronde
e il bosco che soffia le sue foglie
quasi fosse un presagio antico,
la lucida presenza del passato
Sono le vene rosse del tramonto,
il dolore che scivola nel fiume
di un sangue denso di dolore.
I vivi che cercavano un amore
Sono le tenebre di cuore morto.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Tonia Fracella2 giugno 2013
Una goccia perduta fra le le foglie... dissolta nel soffio del vento... quasi come presagio antico in un cielo nero. Poesia intensa e toccante.

