Come un morto allegro
Questa tanto temuta solitudine è uno squalo che esce dal muro,
e non ho che due mani per raccontarvi la mia buffa difesa.
Il vento quest’oggi mi ha portato una notizia definitiva, lo ha fatto
con il garbo di una madre stanca. Le sue mani tra i miei capelli
hanno fatto il resto, sussurrando all’orecchio una parola.
Arrenditi.
Ora che so, sono come un morto allegro. Perché sia chiaro,
non ho che due mani per raccontarvi il mio gioco di magia.
Avete la croce di essere qui, adesso, nel mio teatrino, e vedo
solo questo stupido squalo, improvvisamente lo sento parlare,
dalla trappola dei suoi denti esce una sentenza che sa di
grande, enorme, imperdonabile e insopportabile ingiustizia.
Arrenditi.
Amici, siamo sulla stessa piccola e stupida barca.
Al timone un bastardo cieco e vecchio, un arrogante
sconosciuto qualunque, il volto vero di una parola.
Delusione.
Io ci provo, e vi ripeto che il vento, quest’oggi, mi ha portato
una notizia di pace. Dice stai calmo e stai al centro del cerchio,
stai dove l’incrocio delle parole non agita troppo il pugno,
stai anche all’oscuro, se questo vale il prezzo e confonde
il valore. Dice che resistere è lo scopo della vita di un muro,
mentre un uomo dovrebbe calpestare le parole e correre
e dormire dove vuole, quando vuole. Dice una parola.
Bello.
Amici, siamo lo sciogliersi dei ghiacci. Mettetevelo nella testa.
Siamo la notte appoggiata sulla nostra più grande ferita,
la notte dove l’erba bagnata non è verde e le mani sono quattro,
ma pur sempre notte, sola, ammutolito gatto randagio.
Sono come un morto allegro lo so, sono pressappoco un punto,
una coordinata di mare in fondo al mare, ma io ci provo.
E quando voglio e dove voglio, sento questa brezza.
Dice stai all’erta e stai dal lato opposto, per sicurezza.
Dice stai calmo e dimentica lo specchio.
Dice che resistere è bello se non sai a che cosa,
ma se lo sai, può diventare un incubo.
Dice sempre e solo una parola prima di andarsene.
Fortuna.
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Commenti (2)
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Amara2 giugno 2013
...parole che mi hanno inchiodato a quelli che diventano anche miei pensieri... una poesia davvero universale... e bella... e unica come sempre...
S
Sanzi2 giugno 2013
riscrivo i versi che mi hanno colpito di più... -siamo la notte appoggiata alla nostra più grande ferita- -e le mani sono quattro- fa riflettere la poeticità diversa da quella consueta (uno scritto che sembra prosa ma che in realtà è poesia)
