"Stelle di un'altra vita"
Stefano Drakul Canepa
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un'altra vita
che dimentichi stelle
e rive nere (D)
Erano stelle di un'altra vita,
tenebre che la ragione non ricorda
se non per errore quando il sangue
gela le vene sulle corde tese
Erano ferite di cuore ucciso,
putride aperture della carne nuda
che scivolano al cielo come lune
quando la notte perde le sue ombre
Fredde rive che il fiume asciuga,
se il deserto entra nei pori della pelle
e pretende ogni cosa anche il dolore
in sacrificio dei giorni di luce
Erano guerre di un'altra storia,
sudori che la mente non sopporta
se non per fantasia o per disdetta
su catene che la terra ha disegnato male
Come tempo a profanare tombe nere.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Alma Gjini2 giugno 2013
Tristemente splendido questo verseggiare. Immagini che ti rimangono in testa anche dopo averla finita di leggere. Molto molto bella.

