"Erano pochi passi"
Stefano Drakul Canepa
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se alba sfumava
erano pochi passi
a tremare buio (D)
Erano pochi passi a separare
la polvere del male dal ricordo
e germi di bava sulle labbra nude
appena più rosse del tramonto
Erano pochi sogni appena accesi
e le candide risposte alla presenza
di sfere ignote e calde rive
sempre più fragili della speranza
Se poi esitavi una carezza nera
era per noia o per discordia vaga
e mai per gioco dentro quelle stanze
dove il fuoco ingannava ore morte
Erano tanti i lividi percorsi
e qualche luna ignorata nelle sere
ormai più pigre delle tue paure
ancora da tremare sui rami del fiume
Se poi coloravi una parola
era per la gioia di tradire il giorno
e tutta la luce che restava in cerchio
fra le cose ancora da svanire al tempo
Erano pochi gesti a separare
le labbra da un negato bacio.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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nemesiel7 giugno 2013
Una malinconia struggente che diviene rammarico dolce, non accusatorio, accompagna la lirica di questo autore che riesce a sugellare emozioni ed impressioni in immagini intense.
Patrizia Ensoli7 giugno 2013
Malinconia che scorre leggera come il fiume che lambisce le sponde, le sfiora ma non si sofferma... Dolce tristezza intrappolata nella sfera di un vivere silenzioso!
Santina Papa7 giugno 2013
Ogni verso mette a nudo una sofferenza interiore, sembra un amore che va avanti a stento, come base il dolore e qualche screziatura di illusione che tutto possa andare meglio. Malinconica questa donna, si sente il suo stato d'animo, egregiamente dipinto dall'autore.



