"Il sogno delle tre civette"
Stefano Drakul Canepa
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deboli cuori
fatti per fermare albe
al primo sole (D)
La prima era una luna maledetta,
un sogno fragile che consumava i pensieri
ed un lento tormento fatto per pregare
le nuvole del mare alla fine del giorno
La seconda civetta era un cuore morto,
debole di notte quando il buio sogna
solo la luce di un'alba nuova
mai giunta dalle ere di destino e legno
Leggero soffio che si porta via ogni cosa,
anche l'amore per le follie di giada
e l'oro dei mattini al primo sole
quando l'aria si fa lieve di un ricordo
La terza era una tenebra malata,
il vento solitario divenuto inganno nero
ed il pensiero ritorto dei frammenti
di qualche oblio legato alla vendetta
L'ultima luce prima di fermare sguardo.
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Stefano Drakul Canepa
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