Solitudini Romantiche

Sia da anfore o da tombe,
il tuo nome sale in me
col suo tepore solitario
che infonde nella metamorfosi del canto
il soffio divino
che palpita dormiente.
Oh Inno immacolato!
Beati siano quei cuori,
tuo bersaglio!
Conobbi la dimenticanza,
mendicando sogni per le strade.
Ma da canti primaverili
sorsero, col mio Male antico,
preghiere di lamento,
riflesse in lodi di specchi frantumati.
La sembianza di un dolore prese forma
coi suoi orrori,
mutando la distanza
nel preludio leggendario della notte.
Che sai di me?
Cosa speri?
Ah! Mio adorato:
che muti il sacro col peccato,
essenza limpida la tua voce
come bosco rumoroso
immerso in fertili cascate di gioia.
S'infuse in beltà, mai dischiuse,
il tuo mistero.
Nel narciso che rapisce il momento vano,
resterà ancora il tempo lieto
che ci unisce in baratri di gloria
col silenzio!
©
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L'autore
Eleonora Strazzante
Dott.ssa in psicologia clinica e poetessa simbolista-decadente. Amante della letteratura francese ottocentesca, i miei scritti traggono ispirazione da Baudelaire e i poeti maledetti. Nelle mie poesie,ricche di figure retoriche, sperimento l’ambiguità e la contraddizione attraverso una potente fusione tra passione e or
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