Liberazione dell'anima
Gianpiero De Tomi
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Fra jukebox e buche scavate in fretta
indicatori lampeggianti dai critici dinieghi
devi sempre guardare dove cammini
ci sono trappole con avide bocche
profonde concavità in eleganti salotti
garçonnières di prima categoria
i palati più fini disdegnano la strada
loschi vicoli colanti dollari sonanti
la terra, conserva le tracce di coloro
che osservando il cielo, sono rimasti
impigliati nei loro sogni impossibili
pezzi sparsi, esplosione improvvisa
di intestini e cuori e cervelli di carta.
Diroccate case, dalle finestra aperte
teschi distaccati, testimoni ridenti
notti e giorni, monumenti monolitici
ed innumerevoli ore che raccolgono
la rifrazione perfetta e sottovalutata
e distraggono nello scampanellio
di atroci sfere di vetro, che rimbalzano
lungo la scala a chiocciola, multiforme vortice
nella trasgressione, la frantumazione delle frasi
l'incerta via per la liberazione dell'anima
e l'amore, losco impermeabile lattiginoso
s'aggira affamato, scrutando dentro le case
al sentore della carne calda di notti catatoniche.
Acqua che scorre impura, profondità del pozzo
occultato dall'edera feroce ed la voce, un eco
l'incapacità di distinguere il decomposto vivo
dal scintillante moribondo che invoca il legno.
Chi parla subdolamente, e chi ascolta davvero?
Ed un presente scosso dal sole anonimo
che raccoglie ancora troppa polvere
nel suo corteggiare l'ombra vaporosa.
©
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Gianpiero De Tomi
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