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Fantasia 10 giugno 2013 · lettura 1 min · 2408 letture

Echi improvvisati

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Quando si correva in quella strada aveva più dei nostri anni e una voce che non sembrava creatura insana, bensì un sonoro diamante Oggi è larga solo un mezzo sorriso - la strada, uguale a sé e di più - e lui è rinato di sicuro, più d'una forza: s'è sistemato oltre l'orizzonte vive su cime d'avorio ed è innocente - come quel che mi passa in mente Raccontavano del fantasma, i vecchi, deridendoci - deridendo il frullo della morte - e noi dalle nostre tenere budella c'incollavamo alla paura, alle tende appesi col respiro precoce, smorzati in tempo A volte un filosofo, un soccorso soprattutto ci dava ali in prestito e memorie di uccelli, per sorvolare Accade circa la stessa scorciatoia ora - mai dire cuore - quando arranca la noia tra le cose asfittiche e le lettere inanimate sotto il peso delle copertine
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Menzione di merito al premio letterario"Spiragli di poesia" Altamura 2014

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (6)

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Alberto De Matteis10 giugno 2013

Con versi ben stilati e fantastici l'Autrice evoca a sè e al lettore tanti ricordi d'un passato che sembra molto lontano da noi.

carla composto11 giugno 2013

vecchi racconti di un tempo... seduti accanto ai nostri vecchi saggi che ci raccontavano di fantasmi di storie a volte immaginarie, stretti stretti ad ascoltare... con un po' di paura che poi spariva lasciando il posto al divertimento ed al piacere di stare insieme... bei versi di fantasie che ricordano realtà vissute...

Stefano Acierno11 giugno 2013

anche a mio padre - me lo raccontava - era capitato di percorrerla in fretta di sera. Quando capitava a me quella strada minima, allora gigantesca, gridavo di lontano per sentire in soccorso mia madre. Riesci in un'eco non improvvisata...

Fiammetta Campione12 giugno 2013

Questi versi mi hanno proiettato lì, in quella stradina che diventa piccola quando si diventa grandi... La chiusa è bellissima

EnzoL12 giugno 2013

Trovo questo testo struggente e carico di emozioni fanciulle, quella bellezza così lucente che spesso si ripercuote sugli echi dei ricordi, forte la sensazione, che poi lascia spesso un retrogusto amaro di fine. di stagione chiusa. Trovo questo passaggio altamente evocativo: aveva più dei nostri anni e una voce che non sembrava creatura insana, bensì un sonoro diamante . MAGNIFICA

Clara Gismondi12 giugno 2013

Sono d'accordo: veramente magnifica. Un pathos incredibile! Mi sento appieno dentro l'atmosfera che sei riuscita a creare!