Echi improvvisati

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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Con versi ben stilati e fantastici l'Autrice evoca a sè e al lettore tanti ricordi d'un passato che sembra molto lontano da noi.
vecchi racconti di un tempo... seduti accanto ai nostri vecchi saggi che ci raccontavano di fantasmi di storie a volte immaginarie, stretti stretti ad ascoltare... con un po' di paura che poi spariva lasciando il posto al divertimento ed al piacere di stare insieme... bei versi di fantasie che ricordano realtà vissute...
anche a mio padre - me lo raccontava - era capitato di percorrerla in fretta di sera. Quando capitava a me quella strada minima, allora gigantesca, gridavo di lontano per sentire in soccorso mia madre. Riesci in un'eco non improvvisata...
Questi versi mi hanno proiettato lì, in quella stradina che diventa piccola quando si diventa grandi... La chiusa è bellissima
Trovo questo testo struggente e carico di emozioni fanciulle, quella bellezza così lucente che spesso si ripercuote sugli echi dei ricordi, forte la sensazione, che poi lascia spesso un retrogusto amaro di fine. di stagione chiusa. Trovo questo passaggio altamente evocativo: aveva più dei nostri anni e una voce che non sembrava creatura insana, bensì un sonoro diamante . MAGNIFICA
Sono d'accordo: veramente magnifica. Un pathos incredibile! Mi sento appieno dentro l'atmosfera che sei riuscita a creare!






