Conversazioni d'Aria
Laura Chiarina
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LUI: Sei la mia alba, la cima su cui mi arrampico! Il mio cuore: letto del mio sogno.
LEI: Petali di te e di me... sulle gote della luna... all’alba scendono, lacrime disidratate sul nostro fiume.
LUI: I miei occhi riversano su di te, tutto l’amore che riversi su di me... mia vertigine, torrente carsico... zampillo stellare.
LEI: Il mio pianto spezza! Sono infranta contro lo scoglio della lontananza! E’ qui la prua... tra volti indifferenti. La mia vela - mia anima - è nel tuo vento.
LUI: Volo radente sulle scogliere del tuo cuore! Come gabbiano che veglia sulla tua anima.
LEI: Amore... ogni mia lacrima è pane con cui si ciba la nostra anima.
LUI: Tu sei respiro dentro me. Passeggi sulle rive del mio cuore.
LEI: I miei battiti incontrano i tuoi... si fanno arpeggio di luce... nel tuo sguardo il mio sogno.
LUI: Amore, vivo nell’attesa di tessere l’ordito dei tuoi sospiri con il silenzio delle parole non ancora generate.
LEI: I nostri "ti amo" sfuggono alle regole della retorica! Escono prepotenti... sono fermento vivo.
Sanano la nostra dolente passione ed essa è humus per le aridità che ci circondano.
LUI: Come possiamo mancarci se siamo uniti in ogni particella; se siamo costantemente nella nostra latitudine inviolata? Eppure mi manchi... come succede al cuore, quando perde un battito
per poi riprenderlo... sei la mia tachicardia.
LEI: Mi sento piccolissima nelle tue mani, arrivo come onda nelle tue fessure! Mi faccio goccia
nel tuo palmo, brillo, palpito come lucciola.
LUI: Tu mi giungi come sole che si fa largo tra le nubi.
LEI: Raggio di sole sul pulviscolo delle mie stanze... e tutto attorno è oro!
LUI: Sottobosco amore... timido, dimesso, misterioso... prono a tutto ciò che è rigoglioso e splendido appare! Ma accogliente e amorevole.
LEI: Oh beata follia d’amore che sei arrivata come ospite gradito ed inaspettato nel mio cuore!
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L'autore
Laura Chiarina
Nulla di notevole posso dire di me. Sono una ragioniera mancata, altri sarebbero stati gli studi che avrei voluto seguire. A diciannove anni il primo impiego in una Ditta privata. A 21 l'avventura di vincere un concorso pubblico, che mi vide per dieci anni, soffocare tra fascicoli e montagne di arretrati... Scrivevo g
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