"Il Velo nero"
Stefano Drakul Canepa
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il velo nero
a coprire le stelle
d'ultimo inverno (D)
Quel velo nero che portavi sul cuore
era la tua speranza ormai sussurrata,
gli sguardi uguali, consacrati al silenzio
ed al puro assenzio coltivato a veleno
Quei giorni neri partoriti verso inverno
quando la luce si dirada e teme buio
quasi svanendo per i tramonti intatti,
vendette inesorabili di un cielo scuro
La follia dei gesti fragili, feriti ad agonia
ed una sorte ammantata a tenebra
lieve sulla terra per inseguire notte
finché danza trema melodie di morte
Quel gelo vero sparso sopra gli occhi,
trucco ormai sbiadito di bellezza vana
già rinnegata da pochi strani amori
ora più veloci di un vento a primavera
La mancanza di un lucido ricamo,
di un segno fermo inciso dentro al petto
che incutesse il rispetto delle ombre,
le timide risposte ad un libro maledetto
Era la tua luna riposta in uno scrigno,
fra le perle nere di qualche sera antica.
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Stefano Drakul Canepa
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