Il dolore che grida
La brezza della notte,
pietosa lambisce la mia ferita,
così grande così sconosciuta
da chi mi sta intorno.
Ognuno vive solo
abbracciato al propio dolore.
Lo porta come un chiodo nel cuore,
Da questo squarcio forse nascrà un fiore
Si sarà un fiore bello unico
quello che spunterà tra poco
quando tu non sarai più.
Sarà un fiore e dopo un albero
in memoria tua padre .
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M
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
Commenti (2)
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Alberto De Matteis13 giugno 2013
Si, il dolore lo si vive con un chiodo nel cuore, ma può, lo stesso, essere sublimato; non sarà un seme che muore per il gelo, ma un rigoglioso fiore ed un albero che darà tanti frutti. Lirica intensa e profonda.
Francesco Rossi13 giugno 2013
Dolore vissuto intensamente e trasportato sul foglio in modo naturale, di getto, se ne percepisce la spontaneità del sentimento dettata dal cuore.

