Verso la foce

Cosa c’è
oltre quel muro che tace
oltre quello specchio spento
dov’è quel quadro
di cui l’alone
sulla parete sporca
ancor ne segna traccia
e quel suono
emesso
dalla mia gola senza corde
come una nota
che cerca la sua lira
dove sono
quei mattini di rose bianche
quegli abbracci del destino
ricamati d’immenso
che un dì mi promise il vento
d’innanzi
e anche arretro
fin dove corre la memoria
solo strati di solitudine
avvolti dentro a spazi vuoti
ero acqua un giorno
ero fiume
ora corro asciutto
lungo il mio corso senza foce
in cerca di una marea
che
anche se trovassi
son certo che non avrebbe onda.
©
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L'autore
Turan
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