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Natura 15 giugno 2013 · lettura 1 min · 1038 letture

Fuochi fatui

Salvatore Orefice 272 poesie pubblicate
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Si perde lontano nella campagna freddo e profondo, lo sguardo curioso, oltre il silenzio, fin giù le colline, va ricercando antiche colture recuperando biodiversità. Lunghe distese di monocoltura annullano le mie curiosità. Non vedo più l'ombra del contadino che dava a quei campi vitalità, ma nella terra che esala dolore si vedon fumi, si sentono odori, son fatui fuochi di celati gas. Gli alberi in fila di frutta perfetta, nella cassetta anzitempo riposta sempre la stessa, gli stessi colori.
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L'autore
Salvatore Orefice

Sono nato il 16. 02. 1960 a Sessa Aurunca (CE), dove tuttora vivo con la mia famiglia. L’interesse per la poesia è per me quasi un istinto naturale, nel tempo libero dedico qualche ora alla stesura di brevi versi, con la semplicità che da sempre mi contraddistingue.

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Commenti (2)

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Jura15 giugno 2013

Bei versi velati di amarezza nella constatazione della monotonia cromatica, emozionale, sistemica che ha inghiottito anche quel mondo così variegato che era la vita dei campi.

Rita Minniti15 giugno 2013

Una volta ci si ispirava alla natura cogliendone i profumi, i sapori, la bellezza che emanava... adesso tutto appare senza vita. L'autore ha saputo ben descrivere l'amarezza provata nel non poter ammirare ciò che un tempo era davvero meraviglia agli occhi e al cuore. Persino i contadini non si vedono più, sostituiti da macchine infernali e da un potere che non ha più vita, non ha più un cuore.