Senza pelle
sebina pintaldi
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Le mostravano con sottinteso ammonimento
cosa andasse bene per la sua misura.
E lei, solitaria e indifferente,
intanto sferruzzava nodi sotterranei.
Sorrideva!
E si tingeva lo sterno con tizzoni ardenti...
Poi si fingeva rammaricata
per quell'urgenza d'essere diversa e proibita.
Si affliggeva carezzevoli castighi
e acuminate perversioni...
Sul suo viso ogni tanto lasciava intravedere
espressioni congelate senza pelle!
Cosa avrebbero potuto mai imbastire della sua misura?
Cosa avrebbero potuto mai cucirle addosso?
Lei, pacata e lacerante,
era foderata di coltello e pugnale.
Non era fatta per trappole e guinzagli!
Era ricamata d'essenza primordiale.
Svestiva e amava come uno scarcerato animale!
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Commenti (1)
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Francesco Rossi17 giugno 2013
Mi piace la foga poetica con cui veseggia la poetessa l'immenso universo Donna.

