Estate
Gesuino Curreli
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Giacevo sopra i sassi bianchi e neri
alla sferza bollente di stagione,
e avevo il tuo respiro nell'alone
fumoso ed appagato dei pensieri.
E' il tempo delle placide invasioni
sugli arenili o sui roventi scogli,
e ovunque, fra i ricordi, guardi e sfogli
ritornano, perdute, le visioni
di un tempo, senza replica, lontano.
Sentivo nelle palpebre la mano
che mi cercava al tatto e non parlava,
e il caldo nella fronte che sudava
rivolta al sole bianco, alto e sovrano.
Le voci si smussavano, e i rumori
giungevano sommessi in un brusio
all'angolo di rocce dove anch'io
bevevo nel silenzio i caldi umori.
Sapevano di pesca e di meloni,
dorati a lungo nei lenti meriggi,
i seni tuoi scoperti, ed i volteggi
dei gabbiani sembravano aquiloni.
Io seguivo il mio canto, e i lucciconi
mi venivano agli occhi dagli arpeggi
di sogni mai compiuti, e da emozioni
che metto in versi qui... ma tu non leggi!
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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