Figlia mia

Con un filo di lacrima
è appesa al mio collo la memoria
stringe come un cappio
e pesa
gravata
dal vuoto di una solitudine di pietra
impietose visioni
di un tempo
durato troppo poco
di ciliegi in fiore
della voce fiera di mio padre
di una carezza dolce di mia madre
della felicità di amarti
come nessun altro al mondo
mai ti possa amare
è durato troppo poco il mio tempo
ora son qui
in bilico nel vuoto
con i ricordi appesi al collo
e l’impossibilità di andare indietro
di ciò che è stato
solo l’altare forse rimane
ma io lo sai non so pregare
e poi non c’è preghiera
per chi come me
questa vita l’ha ingannata
ormai ho solo gesti diffidenti sulle mani
che più non sanno
il valore prezioso di una reale carezza
di quel senso tattile
che traduceva la certezza
oggi amor mio
è solo per te
che ancora cammino
sopra a questo filo
non sarò certo un padre
come lo è stato il mio
sicuramente quel vuoto lì sotto
l’ho creato io
ma ad ogni passo mi rinnego
per lasciare
che almeno il mio ricordo
un dì ti sia sereno.
©
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L'autore
Turan
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