Lo giovanotto assorto
Johnny Varriano
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Sopra una panca tra orti vivaci v’è lo giovanotto assorto,
e virus de la sua ipocondria sta nel tinto bigio de le nuvole:
mentre a terra stanno i piccioni che giocano e baccan briciole,
egli stende a mente versi ché bestiole pensier gl’han sorto.
Ma fu sottratto da altra cosa più avvincente ché s’è accorto,
di una giovane fanciulla accanto a la fermata oltre le isole:
co’ scatto egli s’alza pè farsi notare ma l’animo già si duole
ché essa è piccola ma lui già si dice sé un dì l’amor sarà in porto .
Scetato da la suo ritratto sotto la lenta pioggia va verso la fermata
or non più assorto nei suoi pensamenti, lo giovanotto sa chi è ella
e mentr’arriva sotto la cabina sol un saluto v’è tra egli e la sua amata
Mentre va l’ avvicinamento pè mezzo di sorrisi e sguardi pirata
lo bus arriva e si torna assiem a casa, prima a scendere è la bella:
un atto garbo va, lo saluto di lei fa chiaro che distanza s’è accorciata .
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Johnny Varriano
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