Il vento e il leone
Un sudario ha placato l'irato vento
e il leone sfoggia criniere ventilate
dall'alito ventoso.
Il vento percuote orgoglioso
la sindrome patologica del tempo.
Tempo instabile, ove squarci pezzati di piante,
sfoggiano inconsuete e radicali
sorprese semisospese.
E se le sorprese non si ottengono facilmente
sospese ai quattro venti,
codesto millennio insano diverra',
anche se nuovo ed appena iniziato,
coccolato, stigato e percosso.
Coccolato e percosso a buon scopo
d'annate tribali, ove nella steppa
cantano, danzano rituali fenomenali
i neri poeti africani, che del leone
ne fanno statue in legno, monumenti indigeni
e da loro è amato.
Amato per la sua ferocia,
e la reale sua presenza e sua vittoria famelica,
su altri animali
di cui si ciba e si difende
a tinteggiature orlate di rosso.
Rosso come il sole della steppa,
arida e secca, abbellita solo dal suo cibario animale,
di cui esso è costituito da zebre, cervi gnu
che scorrazzano inutilmente.
E se le prede per lui non vi sono più
famelico si arrabbia,
come il vento forte e sconvolgente della nottata.
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L'autore
morini lorenzo
Sono Lorenzo Morini nato a Novellara nel 1971. Da molti anni scrivo poesie,faccio pittura e sono appassionato di musica. La mia filosofia di vita è paragonabile a un ritornello acquisito da una canzone dei Nomadi:"Sarà come il tempo vuole". Significa,a mio avviso,vivere nel presente in sintonia con i ritmi lenti del
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