Moto infinito
Alboraletti Enrica
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muove
d'un bagliore il nero che del monte non distingue il vedere
di tenue fioca luce
al davanzale attizzo d'amore la fiamma
or del solingo silenzio empio il profondo sentire
dentro
sordo mormorio muove eco di viscere nascoste
lontane
in acquazzone si mesce il pianto
che corre al raggiunger d'un fiume il letto lontano
scivola nel buio impaurita la mano
al cercar di morbida trina per sorbir su gote lagrime scese
leggera brezza accarezza il vedere
mi sovviene l'andare d'un moto perpetuo
al davanzale il lume si spegne
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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