Caro me stesso
Giorgio Lavino
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Casualmente m’accorgo di perderti
Caro me stesso
Caro solo a me stesso
Dentro nuvole di pensieri
Distrattamente t’afferro
ogni tanto
Caro me stesso
Caro solo a me stesso
Per non farti cadere
nel vuoto della mia solitudine
Ogni mattina
Ti guardo senza guardarti
Caro me stesso
Caro solo a me stesso
Per paura di scoprirti
gonfio di niente
Spesso mi diverto
a giocare con te
Caro me stesso
Caro solo a me stesso
Per annientare la tua noia
Sempre m’affanno a cercarti
Caro me stesso
Caro solo a me stesso
Per abbracciarti
e piangerti addosso
E riderti addosso
Caro me stesso
Caro solo a me stesso
Quando non ci sarai più
Caro me stesso
Caro solo a me stesso
mi nasconderò dietro
il tuo lungo silenzio
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele21 giugno 2013
grande scultura d'un cuore che freme dentro il suo stesso e ne fatua per amore il verso che ne assume il nesso... MERAVIGLIOSA

