Rivoglio quell’io
Selli Brun
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Mi dondolo l'anima
fra zucchero evanescente di memoria
e acqua amara di fonte
che bevo dalle coppe di Venere.
Cerco fra gli spiragli,
di ciò che resta dell'estate, un po' di me
avvolta nelle coperte troppo fredde
di sabbia e di conchiglie.
Mi accarezzo l'anima e ho piacere di esistere.
Mi scopro nuda e fragile davanti al dolore
troppo vestita di sogni davanti alla vita
mi riconosco ancora viva...
Mi afferro nel sorso di una nuvola d'estate
mi guardo sul dorso della mia verità taciuta
mi esploro pianeta di fantasia e di essenza di sole.
Ho bisogno di me...
Ormai sperduta fra i rovi di stelle
e le maglie strette di un cardigan
frettoloso del mattino
Celata fra un sorriso voluto
e la musica che ascolto dentro.
Mi rivoglio
Io - donna, lo pretendo da me.
Cuore che impazza di cielo,
spiaggia che accoglie la vita.
Prato di sogni e mani che sanno
accarezzare il dolore.
Rivoglio quell'io di memorie e di sogni
le fantasie intime di una giunchiglia fresca
un vestito bianco di pizzo macramè
nascosto fra i sandali sporchi di terra e di viaggio.
Rivoglio me
per accarezzarmi ancora con essenze e balsami
per riportarmi nei giardini di rose
fra i profumi di un maggio lontano.
Mi rivoglio, nella quiete di un giorno
di lucciole bagnate di rugiada.
Mi rivoglio, negli attimi delle ali di una farfalla
veloce e colorata di vita.
©
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L'autore
Selli Brun
Estrosa e creativa fino alla follia; puntuale e seria più di quanto basta; istintiva, tenace e volitiva fino all’esasperazione; volenterosa e laboriosa tanto da dar fastidio a chi non lo e‘. Logorroica fino all’impossibile, sensibile e permalosa. Costruisco mondi immaginari e vivo di poesia raccolta in posti in cui
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