Kveikur

A tavola col gattopardo...
prigionami
ti prego
non strapparmi quel sorriso stanco
è quel che rimane
non sputarmi addosso mancanze enciclopediche
magagne del sopravvissuto
conseutudini da menestrello triste...
effimerami
fa di me
l'etna del ventre tuo
cellulami
nelle cavità orali
bisbiglio indorato
in una delle tue bocche lungimiranti
giare permeate di salivalabastrina
starnutami
sulle mammelle tue da coccolare
microparticella di te
evaporerò al fondente dei capezzoli tuoi...
incatenami
alle tue voglie
da vergine seriale
palpitami
lucciole mirabolanti
illumineranno
il tratturo antico del verso te...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
nemesiel24 giugno 2013
Un uomo stanco che ama ed una donna che indifferente domina? Può essere solo questo? Uomo/bambino/navigante alla ricerca di un approdo? Scena da un quotidiano?...L'interpretazione può essere lasciata ai margini di fronte alla leggerezza e all'originalità del verso. Il Nostro ha abituato il lettore alla sua capacità di ricerca/innovazione in un gioco di manipolazione linguistica che affascina.

