Fresca evasione
Luciano Tarabella
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Maremma sbudellata che bollori,
ciò le palle sudate a tutta randa,
ir ceppìone (1) fuso che mi sbanda,
insomma, a fàlla orta, son di fòri.
Domani piglio e parto per l'Islanda
a costo di pigliàcci anco i dolori,
saluto la Terrazza e i Vàttro mori...
no, resto vì, ad aspettà la banda!
Bacio i mì bimbi, letìo colla moglie,
mi faccio un ice -berge per granita
e vado a mette ir culo in un diacciaio.
Sono allezzito fisso (2), è questo ir guaio,
un c'è casi di fà quarche sortita
e chi nun cià quaini un ciabbi voglieee!
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
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