446 lettori online · 357.970 poesie · 7.573 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 23 giugno 2013 · lettura 1 min · 2158 letture

Scusate, scusate (filogenesi di una cura)

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
+ Segui
Scusate, scusate se potete aspettate portatemi su un scranno dorato e sezionatemi, violentatemi come volete, come potete se ci riuscite. Porterò il mio fardello violate però per bene il mio cervello in attesa della decompressione scoprirete quel contorto circuito dell'oscura ossessione. Violatemi pure saziatemi di cure tanto si sa una pillola in più non può che far bene! Quando diventerò mio fratello o un fantasmagorico fardello col monotono camice bianco trasformato in un folle saltimbanco, il mio viso non si bagnerà di pianto ma si crogiolerà nel sogno infranto per una vita normale ma dal sapore speciale che è stata strappata come quel bel narciso violato ancora e ancora e ancora... e in quel prato reciso, inciso, ucciso.
♥ 0 💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Questo testo narra di un ipotetico "matto" che, a seguito delle cure psichiatriche ha perso la sua vitalità. Questo trattamento, utile al paziente per essere consono ai desiderata della società e perciò finalmente "normale", lo ha reso inevitabilmente svuotato e infelice.

L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Jura23 giugno 2013

Tematica di spessore per questa lirica che manifesta i dolorosi risvolti di un trattamento riservato ai portatori di malattie mentali, che ne prosciuga l'aspetto patologico ma anche la vitalità, riducendoli a vegetali. Alla ricerca di una pseudo- normalità. Bella la lirica, bella la scansione ritmica; una chiusa che ti stampa i versi dentro l'anima.

Grazia La Gatta23 giugno 2013

Bella riflessione su di un argomento sociale raramente trattato. Un bravo all'autore per aver evidenziato questo sottobosco sociale di cui, troppo poco se ne parla. Cure, a volte, non sempre essenziali, che trasformano un essere umano ad una "non più persona" togliendogli, per sempre, la sua dignità. Lirica molto bella e interessante che fa riflettere.

Berta Biagini23 giugno 2013

Non sono poche le persone che si permettono di rinchiudere chi diventa un peso in stanze come prigioni per rendere la loro vita anche solo un tantino più vivibile. A proprio uso e consumo non si fermano davanti a niente – ed a chi ne è toccato, non rimane che accetttare, addormentato come è, notte e giorno non c’è differenza. Ma avete mai visto gli occhi che parlano di quelle persone?