Scusate, scusate (filogenesi di una cura)
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (3)
Tematica di spessore per questa lirica che manifesta i dolorosi risvolti di un trattamento riservato ai portatori di malattie mentali, che ne prosciuga l'aspetto patologico ma anche la vitalità, riducendoli a vegetali. Alla ricerca di una pseudo- normalità. Bella la lirica, bella la scansione ritmica; una chiusa che ti stampa i versi dentro l'anima.
Bella riflessione su di un argomento sociale raramente trattato. Un bravo all'autore per aver evidenziato questo sottobosco sociale di cui, troppo poco se ne parla. Cure, a volte, non sempre essenziali, che trasformano un essere umano ad una "non più persona" togliendogli, per sempre, la sua dignità. Lirica molto bella e interessante che fa riflettere.
Non sono poche le persone che si permettono di rinchiudere chi diventa un peso in stanze come prigioni per rendere la loro vita anche solo un tantino più vivibile. A proprio uso e consumo non si fermano davanti a niente – ed a chi ne è toccato, non rimane che accetttare, addormentato come è, notte e giorno non c’è differenza. Ma avete mai visto gli occhi che parlano di quelle persone?



