Sono il massimo!

Della sciatteria intellettuale
postura ornamentale
guitto attenzioni che non ho
affabulatore rateizzato
spurgo mondi inconfessabili
Leibniz gioca meco
epicureo mai domo
demagogo da stra e pazzo
organizzo bingo di me
ma solo con ottantanove numeri
l'uno è mio
solo mio
populista il tanto che non basta
arrischio tesi tendenziose
sull'architrave postuma del sarei
vorrei
ma posso?
Lingua a tagliola
(come ogni vile che si rispetti)
ingurgito concettinevasi
in vasi scomunicanti
scomunicato dal papa prossimo
agnostico il giusto
ho terrore del dio
mastodontico e crudele
che osa sovrastarmi...
mi racchiudo in me
sono fertile oserei
entro dentro in un concetto
etichettandone l'arbitrio solerte
sono il massimo del minimo indispensabile
vieni
vieni con me
tanto dal nulla
può scaturire una fiammella di luce nefasta
ipocrisia fammi tuo!
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L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (1)
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nemesiel25 giugno 2013
Godibilissima dal primo all'ultimo verso! Così sapientemente autoironica... fustigarsi e sottovoce smorzare la pena... gioco di una mente acuta in equilibrio linguistico che tiene desta e protesa l'attenzione del lettore. Richiamo a Leibniz... non penso alla sostanza individuale quanto piuttosto alla affascinante monade. E' così?

