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Fantasia 26 giugno 2013 · lettura 1 min · 2338 letture

"Il Sacerdote"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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trame a silenzio che notte non ricorda se non all'alba (D) Dodici gemme e dodici tribù sul vento sacro dei segreti piangono rimorso in controluce e attendono le ore del lamento Sette veli e sette lame aguzze temono la notte nel passaggio dalle sacre pergamene al rito che il tramonto ha già sussurrato Sarà giustizia o sarà per fede quando l'unica tenebra è negata e l'alba avrà vergogna della luce che un Dio distratto ha regalato Tre sigilli e cinque stanze nere da non aprire mai per gioco o per il dolore delle sere ignote perché il buio non dimentica neanche i mattini di sole morto se la rugiada tradisce il giorno.
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Immagine di Bao Pham

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (1)

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Santina Papa28 giugno 2013

Ogni verso trasuda il mistero di un'imminente profezia; il popolo si sta preparando ad un sacrificio per placare un Dio severo in quanto ha lasciato che la luce del sole illuminasse questo momento affinché il popolo abituato a vivere nell'oscurità vedesse la fine di coloro che hanno tradito, un popolo che deve stare attento a non aprire neppure per scherzo le stanze nere delle peggiori piaghe ma ormai ha fatto danno la sciagura è prossima e aspetta la punizione. Morale: quando si agisce superficialmente si pagano le conseguenze e l'anima è in tormento.