Matrix

Il buco nella tela del tempo
scricchiola sotto i passi pesanti,
si consuma nei panini fugaci
si sgretola come gomma
sull'asfalto quotidiano.
Sui fogli giornalieri
si racconta la speranza dei ciechi
e si tace la realtà luminosa dei pochi,
mentre il picco si fa ascolto che ruzzola su un prato.
Ogni mattino
la colazione è un'offerta caparbia
- rifiutata -
meglio ingoiare il blu
meglio deflettere,
meglio il riflesso del fesso allo specchio,
meglio ballare ai suoni consueti
tappare l'uscio
chiudere gli occhi
davanti all'ascesso putrefatto.
Il buco nella tela del tempo
è un invito da evitare
e il cappio si stringe,
ma forse è il caldo che soffoca
o il freddo che serra la gola
e intanto si ingurgita il fiele
- zuccherato -
girato nel caffè
e la pietra che ogni mattina si trascina
è una macina gioiosa
sul grano finto imbellettato.
Anch'io balbetto parole stonate
dettate dal buio strinato d'insonnia
e guardo quel buco nella tela del tempo;
le mani rattrappite dall'ovvio
di quando in quando
allargano un poco lo squarcio,
poi m'infilo nell'abito
sbraito dentro l'usata fila
con voce arrochita e stanca
e mentre tutto il circo gira
dietro le tende
- talvolta -
mi sembra di udire le risa
di chi già conosce il finale.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
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