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Introspezione 29 giugno 2013 · lettura 1 min · 2139 letture

La Difesa della Brina

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Degli occhi d'ora, riconosco l'ombra Il cristallo logoro dal male. Opaco d'altitudine poco consona al tempo che m'incalza Non vi è raggio né arsura né anima solo il mesto chiacchiericcio d'acque reflue ed il lento movimento da sempre conosciuto, sulle rive a consumare Se scorgessi le mie ore, d' un istante solitario o solo i miei secondi. Non avresti che il Freddo delle gelate stradali e delle brine notturne la bellezza Il candore del Bianco raffermo e impermeabile di cuori erosi al vento dell'abbandono mentre dei cenci le mani alla ricerca d'appigli La caduta senza corpo, solo questo avresti Il dover abbattere un momento alla volta tutto ciò che il tempo ha dimostrato del vivere terreno Se vedessi attraverso i miei occhi d'ora una volta sola e vera Non avresti la certezza né matematica lungimiranza Ma solo il cruccio del non percepire Attraverso il ghiaccio che mi ricopre il significato di tanta indolenza al mondo caldo che si scopre
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (6)

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G
Giuliano leandro loy29 giugno 2013

Splendido componimento che lentamente svela la propria significanza introspettiva.

P
Paolo Morganti29 giugno 2013

Inconfondibile ritmica ed eloquio che ci porta attraverso una analisi profonda in un mondo sezionato, decostruzione Heiddegheriana per portare alla luce la essenza dell'essere completamente ricostruito nel pensiero di un intorno che accade ogni minuto secondo.

Stefano Drakul Canepa29 giugno 2013

un'introspezione grandiosa, dove gli elementi naturali fanno da specchio all'anima... g r a n d e

nemesiel30 giugno 2013

Il tempo che incalza eppure si ripete simile a se stesso, si consuma sulle rive dell'esistenza. Dissonanza fra l'uomo e il mondo, tra il freddo che si percepisce di noi e in noi e la consapevolezza di un calore che esiste... che forse agogniamo ma a cui ci sentiamo estranei.

Fiammetta Campione1 luglio 2013

Il quinto verso mi colpisce, quella caduta senza corpo, come un'assenza di materia... in fondo siamo aggregati di infinitesimi... bellissimo testo, davvero

Rita Stanzione3 luglio 2013

Solo leggere e incantarsi... una poesia- capolavoro, struggente e vivida come solo una voce poetica sa raccontare