Un vecchio secchio
Due canne di bambù
aperte per il lungo,
legate per farne un canale,
fermate con i lacci delle scarpe.
Ed ecco il ruscello
dalla fontana alla corte,
lo stagno, un vecchio secchio,
e lo specchio è a mezza altezza.
I miei capelli, una banana,
la barba finta, una pannocchia,
si schiaccia le more ed ecco il vino
per il brindisi al matrimonio.
La sposa, una bimba qualsiasi,
gli orecchini, quattro ciliege,
una corona di fiori rossi
e tutto si vede nel vecchio secchio.
Quella corte, ora è lontana,
in fondo alla via, là c'è il ruscello,
lastricato di cemento, quasi dorme,
a primavera nelle crepe spuntano
con i fiori i miei sogni.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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maria bizzocchi1 luglio 2013
Bambini che giocano con un niente, ricordi lontani dove per essere felici bastava essere insieme.
